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Sito di controinformazione a cura dell'Associazione Culturale "Su la testa!" di Firenze
 
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Mercoledì, 10 marzo 2010 - 16:58:03
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   Le ragioni che ci hanno spinto a curare un osservatorio sul carcere all′interno di questo sito di controinformazione sono essenzialmente due. La prima è direttamente legata ai nostri scopi statutari, alla nostra intenzione, al nostro tentativo, di diffondere quelle notizie trascurate (o oscurate) dai maggiori canali mediatici: del carcere tutto sommato si sente parlare ben poco e a questa parola, nell′immaginario collettivo, vengono associati scenari hollywoodiani piuttosto che informazioni reali. Ci è quindi sembrato opportuno provare ad addentrarci in questo "universo parallelo" del sistema penitenziario per cercare di fornire notizie, opinioni o anche solo dati che lo possano in qualche modo liberare da questo ulteriore isolamento che è l′isolamento mediatico. Parlare del carcere è dunque importante. Ma parlare di carcere è anche, e siamo alla seconda ragione, parlare della società in cui viviamo, dei sistemi penali e giuridici di cui sceglie di dotarsi, dello stato di salute del nostro welfare, dei flussi lavorativi e migratori in corso e quindi, più in generale, di economia, politica, cultura.
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   Questo Osservatorio conterrà le riflessioni, gli approfondimenti e tutto il materiale che riusciremo a mettere insieme riguardo, appunto, alle “Democrazie”. Sarà quindi uno spazio dedicato non solo alle varie forme di governo di cui le popolazioni nel mondo si sono dotate, agli esperimenti di democrazia partecipativa, agli aspetti positivi o devianti della democrazia nel mondo, ma anche al concetto stesso di “Democrazia”; abbiamo usato polemicamente (e criticamente) il plurale per indicare un uso del termine, perlomeno presuntuoso, in voga in Occidente, che si considera di fatto l’unico vero depositario di tale concetto e, soprattutto, di tale pratica politica: analizzare i nostri sistemi per dare una nostra opinione sulla correttezza di questo atteggiamento mentale e mediatico sarà uno degli scopi di questo Osservatorio.
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   "Lasciamo separati il lavoro ed il divertimento sono due cose da non confondersi! ". "La distinzione sta sempre bene". Insegnamenti di vita. Intorno a noi tutti fanno scuola con la testimonianza della propria esperienza vissuta. Magari fosse così! In realtà siamo continuamente esposti ad un bombardamento da parte dell’intorno, non tanto sulla riflessione sull’esperienza vissuta, ma su luoghi comuni forti in virtù della loro popolarità. Quello su cui vorrei stimolare una riflessione, congiunta, non è sulla generazione dell’idea di maggioranza, quanto piuttosto sulla dominazione reale che ha la sunzione dalla tradizione senza ricontestualizzazione nel presente. Ho uno spunto di riflessione sul lavoro, ma se continuo ad attingere dagli schemi passati senza aggiungere paragoni, affinità, rilucenze, che arrivano da contesti anche apparentemente impropri, anzi soprattutto impropriamente impropri, mi domando come si possa riflettere innovativamente sul lavoro. E non poca questione mi sembra questa del lavoro. Tutto mi sembra poi condurre in questi periodi di supereuro, di perdita di potere d’acquisto, di tassi di crescita dell’economia pari al declino epocale, di liberismo, di globalizzato sfruttamento delle risorse economiche, a poche altre riflessioni quali quella che non si sappia più lavorare ovvero non si sappia più cosa sia il lavoro. Certo il lavoro inteso come capacità del singolo di realizzare processi, e di saperli gestire funzione di differenziate abilità ad applicare competenze non è più un problema! Ormai siamo capaci di individuare gaps tra strutture necessarie e strutture esistenti, risorse utilizzabili, strumenti di programmazione e verifica infine colmare quanto basta. Manca però, almeno in Italia, o almeno per quanto la mia esperienza mi traduce, la capacità di immaginare e intervenire sul lavoro come processo sociale.

Questo osservatorio invita quanti possibili a ragionare di lavoro in termini di interconnessione con altri ambiti in maniera che si pervenga ad una riappropriazione del contesto in cui il lavoro si intende: alla ricerca della chiave che scaldata apra la porta cristallizzata dell’attuale, quanto mai inattuale, distinzione tra il mondo del lavoro ed il presente organico; a ragionare delle forme di compromesso quotidiano che portano le riflessioni sul lavoro ad essere vittime di un sistema di negazione skizzofrenica delle componenti, tutte da discutere del lavoro ed in particolare del lavoro italiano.
Mi sembra che diverse letture portano a concludere che il lavoro, nella logica dell’impero del successo, non venga inteso come processo di acquisizione di conoscenza condivisibile, o meglio ancora di sviluppo, o meglio ancora come conoscenza sostenibile, ma come un sistema-macchina al solo fine esecutivo, attuativo di sole poche idee sull’economia che trionfano. Tutto da rifare. Non tanto nella proceduralizzaizione nella gestione ingenieristica del lavoro, di cui quest’epoca è tristemente regina, quanto sullo strutturarsi a livello di conformazione delle idee sul lavoro ad "ingranaggi" di una macchina mossa da lontano sia nel tempo (dalla tradizione obsoleta) che nello spazio (dai poteri non virtuali). Il piano di discussione come mescolanza sulle idee come piano di tesoro innovativo esperienziale della conoscenza sostenibile per una "sostenibilità sociale".

Il curatore dell’osservatorio sul lavoro
   Gino
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   
 
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L′Osservatorio è in costruzione. Ricordati che la tua collaborazione è importante, oltre che gradita!
   Lo studio della storia è in Italia diffusamente sottovalutato. Assenti i fondi di ricerca, spesso assenti le voci qualificate. L’idea di inserire un osservatorio specifico di storia in un sito d’informazione nasce dal rapporto inestricabile che sussiste tra il passato e il presente poiché come scriveva Marc Bloch (Apologia della Storia): "L’incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall’ignoranza del passato. Ma non è forse meno vano affaticarsi nel comprendere il passato se non si sa niente del presente. "
   Abbiamo scelto di inserire un portale sull’Unione Europea per raccogliere e trasmettere informazioni e opportunità riguardanti la Comunità Europea, trascurate dai canali informativi ufficiali; questo perché riteniamo l’Unione Europea uno strumento efficace per superare le barriere nazionali e i pregiudizi culturali che ne susseguono. La nascita e la formazione di una compagine multiculturale come l’Europa, può limitare da un lato lo sviluppo dei nuovi nazionalismi, che coinvolgono realtà sempre più piccole e specifiche, dall’altro può favorire l’autodeterminazione di popoli e nazioni, superando il concetto di “Nazione” così come lo si intendeva nel 19. secolo. Il primo passo del lavoro è stato fornire il maggior numero di links possibile. Per proseguire, ossia pubblicare il materiale sul sito, chiediamo l’aiuto di chiunque sia competente o interessato all’argomento. Il nostro scopo è quello di avere notizie su un numero maggiore possibile di paesi dell’Unione.
Potete scriverci in Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo o Italiano a ue@controinformazione.it.

This portal about the EU is meant to publish EU information and possibilities, disregarded by the normal information. We assume that the EU can provide a suitable context to overcome the national and cultural frontiers with all its prejudices. The EU can limit the development of new nationalism and contribute to the “Selfdefinition” of Populations and Nations, thus overcoming the idea of “Nation” as it was understood in the 19th century. After having put together the links we will publish the information. We are asking everybody who is interested or has knowledge about the topic to help us. You can write to us in English, German, Spanish or Italian.

Dieses Portal über die EU soll EU- Informationen und Möglichkeiten behandeln, die von der “üblichen” Information vernachlaessigt werden. Wir glauben, dass die EU einen geeigneten Kontext bieten kann, um die nationalen und kulturellen Grenzen Europas mit all den dazugehörigen Vorurteilen zu überwinden. Die EU kann sowohl die Entwicklung des neuen „Nationalismus“ beschraenken, als auch zur „Selbstdefinition“ von Völkern und Nationen beitragen. Damit kann der Begriff „Nation“, so wie er im 19. Jahrhundert verstanden wurde, aufgehoben werden. Zunächst haben wir verschiedene Links im Internet zusammengetragen. Der zweite Schritt besteht jetzt in der Veroeffentlichung dieser Informationen. Dafür bitten wir um die Hilfe aller, die Interesse an, oder Wissen über das Thema ( bzw. über alle 56. Länder der EU) haben. (ue@controinformazione.it).
Ihr koennt uns auf Deutsch, Englisch, Spanisch oder Italienisch schreiben.

Este portal sobre la UE debe ocuparse de informaciones y possibilidades descuidado de la informacion ordinaria. Creemos que la UE puede ser un instrumento adecuado para superar las fronteras culturales y politicas con todos sus prejuicios. El nacimiento y la formacion de una sociedad multicultural puede limitar el desarollo del Nacionalismo y contribuir a la “Autodefinicion” de los etnias y naciones, superando la definicion de la “Nacion” comprendido en el siglo 19. Despues de juntar varias enlaces del internet, publicaremos esta informacion. En este sentido pedimos la ayuda de todos aquellos que tengan interes o sepan algo sobre el tema (o sea sobre todos los 56 paises de la UE).
Podeis escribirnos en Aleman, Ingles, Espanol o Italiano (ue@controinformazione.it).
 
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